Dr Pierre Marie JUGNET.
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OSTEOTOMIA DI VALGIZZAZIONE TIBIALE

L’artrosi femoro-tibiale in fase iniziale interna del ginocchio in soggetti di meno di 60 anni è una patologia che sopraggiunge generalmente a causa di un difetto d’asse negli arti inferiori (ginocchio valgo). Il trattamento chirurgico consiste nella realizzazione di un’osteotomia tibiale, volta ad eliminare questa anomalia, correggendo l’asse dell’arto inferiore La distribuzione del peso avviene su una zona non dolorante Questo intervento conservativo permette di evitare o di ritardare il ricorso ad una protesi totale del ginocchio.

 

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Definizione dell’osteotomia di valgizzazione tibiale


L’osteotomia di valgizzazione tibiale è volta a correggere l’asse dell’arto inferiore. Questa correzione viene effettuata mediante sezione parziale della tibia, al di sotto dell’articolazione del ginocchio, nella zona metafisaria. Una corta incisione viene realizzata nella parte bassa interna del ginocchio. L’osso della tibia viene portato all’esterno, i tendini, le arterie ed i nervi vengono sollevati. Un perno che evidenzia il punto di futura sezione ossea é sottoposto a controllo radiografico. L’osso della tibia viene dunque sezionato parzialmente mediante sega, lasciando una parte esterna intatta che ha una funzione di collegamento tra i tessuti ossei. La correzione dell’asse dell’arto è realizzata aprendo la parte sezionata giocando così sull’elasticità del collegamento osseo esterno ben conservato. (fig.1 della diapositiva qui sotto).
La dimensione del taglio interno è determinato in funzione della deformità iniziale. Un supporto sostitutivo dell’osso (fig 3 della diapositiva qui sotto) è allora inserito all’interno dell’osteotomia per garantire la correzione desiderata (fig 4 della diapositiva qui sotto).
La dimensione di tale supporto è, certamente, determinato in modo molto preciso in funzione della deformità da correggere e grazie alla pianificazione pre-operatoria. Una placca (fig 5 della diapositiva qui sotto) che funge da ponte per l’osteotomia è allora fissata alla tibia attraverso delle viti permettendo cosi il mantenimento della correzione ottenuta e una ripresa funzionale rapida grazie alla solidità del collegamento(fig 7 della diapositiva qui sotto).



Diapositiva dell’intervento: (attenzione: immagini reali dell’intervento)

  • fig 1: radiografia che mostra la convergenza articolare
  • fig 2: preparazione della tibia a ricevere il cuneo
  • fig 3: il supporto in sostituzione all’osso
  • fig 4: posizionamento del cuneo
  • fig 5: la placca viene avvitata sulla tibia per mantenere la correzione ottenuta mediante supporto sostitutivo del tessuto osseo
  • fig 6: posizionamento della placca
  • фfig 7: sutura della pelle e predisposizione di un drenaggio

 

Questo intervento dura in media 45 minuti. Quest’ultimo è accompagnato da un’ospedalizzazzione di circa 5 giorni. Può essere realizzato in anestesia spinale oppure in anestesia generale.

Rieducazione e ripresa dell’attività

Nelle prime 3 settimane seguenti l’operazione, la deambulazione si effettua con l’ausilio di due stampelle al fine di alleggerire il ginocchio dal vostro peso con assoluto riposo del vostro arto inferiore. L’uso delle stampelle è richiesto durante gli spostamenti. Alla fine della terza settimana, consulterete il vostro chirurgo muniti di una radiografia di controllo. La rimessa in carico progressiva del vostro arto inferiore sarà quindi programmata. A questo punto inizia la fase di rieducazione che è incentrata sul recupero e mantenimento muscolare nonché sulla rimessa in carico. Se il blocco del vostro ginocchio è corretto, il tutore può essere definitivamente tolto.
Non c’è alcuna limitazione nella flessione della vostra articolazione. Il ritorno alla guida è possibile da quando non è più necessario l’uso delle stampelle per la deambulazione, generalmente dopo il secondo mese. La ripresa delle attività professionali è in funzione del carico fisico imposto sul vostro ginocchio, bisogna contare in media 3 mesi di riposo.


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